di Paola Carozza
Psichiatra, Direttore di UOC CSM e del DAISMDP di Ferrara.
Il libro de Dena Moes affronta il tema di una salute sessuale consapevole, ossia di uno stato in cui un soggetto è a conoscenza di alcune informazioni fondamentali che riguardano la sua sessualità e che sono direttamente disponibili per essere trasferite nella direzione di un’ampia gamma di processi comportamentali.
L’educazione sessuale consapevole di cui parla la Moes sollecita importanti spunti di riflessione. Non si parla solo di sesso, ma di un processo che fornisce conoscenze, abilità, atteggiamenti e valori per costruire relazioni rispettose e prendere decisioni consapevoli. Significa, quindi, imparare anche a conoscere il proprio corpo, riconoscere le emozioni, gestire l’intimità, capire i limiti propri e altrui e imparare a comunicare con sincerità. Non si tratta solo di “sapere cosa non fare”, ma di capire cosa rende una relazione sana e consensuale, e come vivere la sessualità come parte naturale della vita.
E da qui si apre la questione del consenso che deve essere entusiasta, continuo e libero». Non basta il silenzio o l’assenza di rifiuto: il consenso significa che tutte le persone coinvolte desiderano davvero ciò che sta accadendo, senza pressioni, manipolazioni o paure. Imparare a riconoscere e rispettare i confini propri e altrui è alla base di qualsiasi rapporto sano, non solo sessuale. Un’educazione sessuale consapevole non serve solo a evitare abusi, ma a promuovere il rispetto reciproco e a costruire relazioni basate sulla fiducia e sulla comunicazione.
Altro spunto di riflessione, indotto dal lavoro della Moes, è quello del piacere come parte della salute e come non qualcosa di sconveniente o “sbagliato”. Eppure, la salute sessuale — secondo l’OMS — comprende anche il diritto di vivere la sessualità in modo piacevole, sicuro e privo di sensi di colpa. Il piacere non riguarda solo l’atto fisico, ma anche la dimensione emotiva, il benessere e la connessione con sé stessi e con l’altro.
Capire cosa piace, come comunicare i propri desideri e come rispettare quelli del partner fa parte di una sessualità sana e consapevole. Ignorare il tema del piacere significa lasciare spazio a disinformazione, stereotipi e insoddisfazione. Parlarne, invece, aiuta a ridurre ansia, vergogna e senso di inadeguatezza, migliorando l’autostima e la qualità della vita sessuale.
L’ultimo spunto sollevato dal testo di Dena Moes è il tema del corpo cambia e che merita di essere conosciuto e rispettato. Uno degli scopi principali dell’educazione sessuale consapevole è aiutare le persone, fin da giovani, a conoscere il proprio corpo. Imparare come funziona il corpo — sia maschile che femminile — è fondamentale per sviluppare un rapporto di fiducia e rispetto con sé stessi.
Conoscere il proprio corpo riduce l’ansia, aumenta l’autostima e aiuta a riconoscere eventuali segnali di disagio o malattia. Il corpo non è qualcosa di cui vergognarsi, ma uno strumento di conoscenza, comunicazione e piacere.
Per questi motivi, il libro di Dena Moes, pur essendo diretto alle giovani donne, può lanciare un messaggio valido per uomini e donne di ogni età, dato che uno degli errori più comuni è pensare che l’educazione sessuale serva solo ai giovani. In realtà, riguarda tutte le età e entrambi i sessi, accompagnando l’essere umano lungo tutta la vita. Come sottolineano la Harvard Medical School e l’American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG), l’educazione sessuale non finisce con la scuola: deve evolvere con le esperienze, le relazioni e le fasi della vita.










