di Miriam Gandolfi
Psicologa- psicoterapeuta
Autrice de Manuale di tessitura del cambiamento. Un approccio connessionista alla psicoterapia e co autrice de Disturbi specifici (della relazione) di apprendimento. Un approccio ecologico alla didattica, alla diagnosi precoce e all’intervento sui DSA.
Ci sono almeno tre motivi per leggere questo libro.
Il primo riguarda lo scopo dichiarato dall’autrice, Dena Moes, offrire tutti gli elementi utili ad una informazione corretta relativamente alla salute sessuale, fondata sui principi di equità e dignità per tutte le persone. Questo intento è pienamente raggiunto, anche grazie ad uso chiaro del linguaggio, che coniuga precisione scientifica ed uso gergale o quotidiano dei termini. Altro aspetto apprezzabile è la esplicita dichiarazione in premessa della propria posizione circa il tema trattato: Ad eccezione di essere femminista, questo libro non ha alcuna affiliazione o scopo religioso o politico. In un’epoca storica dove spopolano piazzisti di qualunque “merce”, materiale ed ideologica, lo trovo un pregio enorme.
Il secondo motivo è che offre uno sguardo sulla condizione antropologica e culturale degli Stati Uniti d’America, che così uniti non sono, e nemmeno così avanzati come la leggenda post bellica insiste a proclamare. A cominciare dalla sentenza della Corte Suprema del 24 giugno 2022 che ha cancellato la storica decisione Roe v. Wade, che dal 1973 garantiva il diritto costituzionale all’aborto. Da allora le leggi su contraccezione e aborto cambiano di Statuto in Stato.
Leggendo le indicazioni pratiche alla guida del proprio corpo emerge un quadro di desolante mancanza di educazione all’igiene e alla salute. L’esplicito riferimento alle tematiche razziali, fatto da Dena Moes, e alle croniche disparità economica interne agli USA gettano uno sguardo sulle differenze tra i sistemi educativi. Consentono di spiegare la persistenza di violenza intrafamiliare, soprattutto nei contesti culturali svantaggiati. Anche il capitolo dedicato alla gestione delle gravidanze indesiderate consente una riflessione interessate: in calo quelle delle minorenni “bianche”, il doppio quelle di giovani afro-americane o ispaniche (Report Gutmacher Institute). Non esistono dati sulle giovani native. Pur sapendo che questo gruppo etnico vive in condizioni di grandi difficoltà, benché in cerca di riscatto culturale e sociale.
Il terzo motivo riguarda l’approccio al tema gender. Disinvolto, chiaro e libero per quanto riguarda tutte le declinazioni sul tema, ma temo comunque sbilanciato su una visione retrò del femminismo, che emerge già nel titolo: Guida per le giovani donne. Se dopo più di 100 anni di storia del femminismo siamo ancora a: Le ragazze vengono generalmente educate a compiacere gli altri. Tutta la nostra cultura trasmette costantemente messaggi sottili, dicendo alle ragazze di essere piacevoli e compiacere gli altri è ciò che dovremmo fare… e siamo eccitate all’idea di essere desiderate dai maschi che troviamo attraenti. Vuol dire che si deve riflettere su quanto una visione di contrapposizione tra i generi e sull’idea che, in fondo, i maschi non sono coinvolgibili in un processo di complementarietà tra essi (qualunque sia la scelta di identità di genere).
Proprio in questa frattura ideologica affonda le radici il drammatico problema della violenza di genere. Dunque non il tuo corpo è solo tuo, ma il nostro corpo è il mezzo condiviso per creare relazioni sane, fisicamente e mentalmente.
Dunque un libro dai risvolti sociali importanti, utile per pensare al di là degli aspetti strettamente salutistici.










