di Monica Bomba
Medico, Neuropsichiatra infantile e Psicoanalista SPI e IPA
Curatrice de l’Annata Psicoanalitica Internazionale
“È il tuo corpo” di Dena Moes è un libro prezioso, pensato per ragazze e giovani donne che desiderano avvicinarsi alla conoscenza del proprio corpo e della propria sessualità con chiarezza, rispetto e consapevolezza. Ostetrica di lunga esperienza, Dena Moes apre il testo soffermandosi sull’etimologia del termine ostetrica, “colei che sta accanto”, un richiamo a un ruolo di accompagnamento. A questa radice storica si affianca implicitamente un’idea maieutica: favorire la nascita, o forse la rinascita, di una conoscenza incarnata (embodied), che emerge dall’esperienza e dal riconoscimento di sé, più che da un manuale o da un modello.
Lo stile dell’autrice è volutamente semplice, diretto e non giudicante, e proprio per questo capace di mettere le lettrici in una condizione di ascolto e auto-riflessione. Il libro affronta temi fondamentali (anatomia, contraccezione, ciclo mestruale, prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili) restituendo alla sessualità la sua dimensione educativa, relazionale e affettiva.(….) Dena Moes si definisce femminista intersezionale e lo sguardo che porta è sensibile alle disuguaglianze, in particolare a quelle vissute da ragazze e giovani donne in Nord America, dove il corpo e l’accesso alla salute sessuale possono essere segnati da dinamiche razziali, economiche e culturali. Anche nel nostro contesto, pur diverso, risuona questa complessità: le giovani donne migranti e le loro difficoltà di accesso alle cure e all’informazione ne sono un esempio.
Oltre ai contenuti informativi, il libro custodisce una dimensione culturale e sociale importante: sostenere l’autonomia femminile sin dall’adolescenza significa contribuire alla formazione di relazioni più etiche e responsabili, in cui la consapevolezza non è difesa o chiusura, ma presenza, dialogo e mutualità. In un’epoca in cui molte esperienze affettive sembrano rapide, sostituibili, talvolta vissute senza radicamento emotivo, la conoscenza del proprio corpo può diventare un primo passo verso una sessualità capace di accogliere anche l’intimità psichica, insieme a quella fisica.










