di Chiara Martinelli
Il 29 e 30 settembre 2023 si è tenuto a San Michele Appiano (BZ) il primo corso residenziale per personale sanitario (psicologi, NPI, psicoterapeuti, psicomotricisti e logoterapisti) basato sul nuovo approccio ai disturbi specifici dell’apprendimento secondo la teoria posizionale della scritto-lettura. Tale approccio, frutto di decenni di lavoro clinico e portato a verifica da una recente ricerca triennale condotta in varie regioni del Nord Italia è ampiamente documentato nel testo Disturbi specifici (della relazione) di apprendimento. Un approccio ecologico alla didattica, alla diagnosi precoce e all’intervento sui DSA (Giovanni Fioriti Editore 2023). Il testo rappresenta la base del corso stesso.
Esso si è articolato integrando la parte teorica, illustrata da Miriam Gandolfi, responsabile scientifico del gruppo di ricerca, e da Chiara Martinelli, psicologa psicoterapeuta dell’età evolutiva, che ha organizzato un contesto esperienziale attivo in cui coinvolgere i partecipanti.
La teoria posizionale della scritto-lettura pone al centro del processo di acquisizione di qualunque sistema grafico astratto, convenzionale, inventato da homo, l’inscindibile rapporto corpo/mente. Dunque è indispensabile che l’operatore che si approccia al bambino o al ragazzo con difficoltà nell’acquisizione dei sistemi di scritto-lettura (lettere e cifre), disponga di strumenti diagnostici idonei a cogliere il processo stesso mentre è in atto, e non solo che evidenzino la distanza tra prestazione osservata e prestazione attesa in rapporto all’età, come avviene nell’attuale metodo mainstream. Nel corso i materiali testistici sono trattati attraverso l’analisi collettiva di materiale clinico. La sua originalità consiste nell’occasione offerta al partecipante di sperimentare su sé stesso come i processi plurisensoriali e di rappresentazione mentale dei rapporti spaziali siano fondamentali per acquisire ed interiorizzare con sicurezza il processo che poi esiterà nella scrittura di lettere e cifre. Il lavoro di ricerca, su cui si basa la proposta formativa, dimostra come tale processo si realizza grazie alla stimolazione simultanea e interconnessa delle esperienze sensoriali, motorie, cognitive e relazionali e non come esito di presunti correlati cerebrali minimi specifici che, se carenti o geneticamente alterati, causerebbero i relativi disturbi di apprendimento specifici, come ipotizzato nell’attuale approccio.
La dimensione esperienziale offerta grazie ad un contesto che coinvolge tutte le funzioni di cui ogni soggetto è dotato (propriocettive, plurisensoriali, grafiche, ecc.) offre ai partecipanti non solo la capacità di tradurre operativamente i concetti teorici nel lavoro con bambini o adolescenti, ma quella di acquisire la sensibilità indispensabile per comprendere anche i vissuti dei genitori. Ciò è fondamentale per interrompere quel circuito vizioso che degrada il rapporto educativo ad un groviglio di reciproca delusione e frustrazione, in cui la diagnosi di disturbo del neurosviluppo, che rende il bambino “soggetto DSA”, diventa una sorta di qualità esistenziale permanente della persona che tale diagnosi riceve.
Il corso residenziale introdotto da un confronto documentato tra i due metodi, sia sul piano epistemologico, che teorico, sempre all’interno di una rigorosa cornice scientifica è organizzato dalla Dr.ssa Chiara Martinelli in stretta collaborazione con Officina del Pensiero di F. Martinelli & C. di Bolzano e Trento. Al corso è riconosciuta l’assegnazione di 20,8 Crediti ECM in virtù del ristretto numero di partecipanti (massimo 10) e dell’elevato contenuto teorico-pratico e interattivo.
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